{"id":19869,"date":"2022-01-25T15:07:31","date_gmt":"2022-01-25T14:07:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.psrn.it\/?p=19869"},"modified":"2022-01-25T15:07:33","modified_gmt":"2022-01-25T14:07:33","slug":"gli-obiettivi-ambientali-della-pac-opportunita-non-minacce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.psrn.it\/en\/gli-obiettivi-ambientali-della-pac-opportunita-non-minacce\/","title":{"rendered":"\u00abGli obiettivi ambientali della Pac? Opportunit\u00e0, non minacce\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Grazie al Psr nazionale e ai fondi del Pnrr l\u2019agricoltura italiana non deve temere le sfide sulla sostenibilit\u00e0 lanciate dall\u2019Unione europea<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Politiche di sviluppo rurale armonizzate per raggiungere obiettivi che coniughino sostenibilit\u00e0 ambientale, sociale ed economica. Tra queste l\u2019accrescimento della competitivit\u00e0 delle imprese agricole creando maggiore connettivit\u00e0 tra gli attori della filiera. Anche cercando di spiegare ai consumatori quanto gli agricoltori e l\u2019agricoltura contribuiscano al raggiungimento degli standard ambientali fissati dall\u2019Ue con la nuova Pac. \u00abGli agricoltori devono capire che il loro ruolo \u00e8 anche soddisfare bisogni di salute, benessere e produzione sostenibile sempre pi\u00f9 importanti per chi acquista generi alimentari. Inoltre, devono vedere come opportunit\u00e0 quelle che oggi sono percepite come minacce\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec vede il futuro dell\u2019agricoltura italiana la dirigente generale dello Sviluppo rurale del&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.politicheagricole.it\/flex\/cm\/pages\/ServeBLOB.php\/L\/IT\/IDPagina\/202\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>Mipaaf<\/strong><\/a>&nbsp;<strong>Simona Angelini<\/strong>. L\u2019abbiamo incontrata nel suo ufficio al terzo piano del palazzo dell\u2019Agricoltura in Via XX Settembre, per farci raccontare come funziona il Psrn e i benefici attesi dai progetti finanziati.<\/p>\n\n\n\n<h6>Il Psrn \u00e8 uno strumento fondamentale per sostenere lo sviluppo e l\u2019innovazione delle aziende agricole italiane. A che punto siamo con l\u2019attuazione?<\/h6>\n\n\n\n<p>\u00abL\u2019avanzamento di tutte le misure \u00e8 in accordo con i tempi. Per quanto riguarda l\u2019acqua (Sottomisura 4.3), ci sono 28 progetti finanziati, con stanziamenti che vanno da due a 20 milioni di euro. Pur avendo avuto qualche rallentamento a causa della pandemia, 25 progetti hanno gi\u00e0 chiuso le procedure di gara europee. L\u2019impegno \u00e8 di 338 milioni di euro con, al momento, una spesa di 85. Per quanto riguarda le misure sul benessere animale, la prima sulla caratterizzazione genetica e fenotipica (10.2) sta procedendo in linea con le previsioni. Sono stati adottati due bandi relativi ad altrettanti cicli: 2016-2019 e 2020-2023. Le attivit\u00e0 del primo sono terminate, quelle del secondo sono in corso. La seconda (16.2), che si propone di creare una banca dati aperta agli operatori del settore con tutte le informazioni di interesse zootecnico. Sar\u00e0 uno strumento molto utile per allevatori e veterinari per valutare la programmazione aziendale e fare le scelte pi\u00f9 corrette\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h6>Come avete selezionato i progetti da finanziare per le infrastrutture irrigue?<\/h6>\n\n\n\n<p>\u00abPer partecipare al bando i consorzi di bonifica si sono dovuti attenere a criteri molto stringenti ai quali forse non erano abituati. Ad esempio i tempi di aggiudicazione di un anno, mentre per i bandi normali ci sono 18 mesi a disposizione e spesso proroghe. Poi c\u2019\u00e8 stata un\u2019opera di selezione molto accurata da parte degli uffici del ministero durata oltre quattro mesi. Inoltre, i progetti sono starti valutati anche da una commissione di esperti. Devo dire che nonostante queste caratteristiche e l\u2019aggravante della pandemia, tutti i consorzi hanno rispettato i tempi per l\u2019aggiudicazione\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h6>Quali sono le misure del Psrn che hanno avuto pi\u00f9 successo e quella che invece ha avuto meno appeal?<\/h6>\n\n\n\n<p>\u00abSono molto legata alla misura sull\u2019irrigazione. Forse ha fatto qualcosa in pi\u00f9 rispetto alle altre perch\u00e9 ha messo in moto un meccanismo moltiplicatore di investimenti. In Italia non si investiva sull\u2019acqua dal 2003. Sulla prima dotazione per le infrastrutture irrigue sono stati finanziati 19 progetti, poi si sono utilizzati 300 milioni del fondo di coesione per far scorrere la graduatoria, facendo rientrare tutti i progetti del Sud ammissibili e altri 4 del Nord. E ancora, grazie alla rimodulazione in overbooking della misura sulla gestione del rischio, sono stati finanziati anche i restanti progetti del Nord entrati in graduatoria. Quindi, una misura che partiva da una dotazione di circa 280 milioni, \u00e8 riuscita a soddisfare tutte le richieste ammissibili\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h6>Del resto la carenza idrica nelle campagne \u00e8 uno degli effetti pi\u00f9 evidenti del cambiamento climatico.<\/h6>\n\n\n\n<p>\u00abDifatti con questa misura abbiamo proprio acceso i riflettori sull\u2019irrigazione, tanto che ci sono state quattro leggi di finanziamento per il settore. E nel bilancio del prossimo anno avremo 400 milioni per le infrastrutture irrigue\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h6>Il Psrn pu\u00f2 contribuire al raggiungimento degli obiettivi ambientali fissati dall\u2019Ue? Con quali misure in particolare?<\/h6>\n\n\n\n<p>\u00abSicuramente con le misure sugli investimenti irrigui e sulla biodiversit\u00e0 zootecnica. Tutti i progetti per le infrastrutture irrigue finanziati rispettano i parametri stabiliti dalla Direttiva acque e soddisfano le priorit\u00e0 delle Autorit\u00e0 di distretto. Poi sono state stabilite linee guida per la misurazione di prelievi e restituzioni della risorsa idrica. Quanto alla caratterizzazione genetica, di certo pu\u00f2 contribuire a comprendere in che modo si possano ridurre le emissioni di gas serra degli allevamenti ed essere d\u2019aiuto per affrontare il problema dell\u2019antimicrobico resistenza\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h6>Stiamo per entrare in una fase decisiva per il futuro del settore primario del nostro Paese: il Psn metter\u00e0 nero su bianco che tipo di agricoltura vuole l\u2019Italia. Quali sono i punti chiave?<\/h6>\n\n\n\n<p>\u00abL\u2019accrescimento della competitivit\u00e0 delle imprese agricole, la gestione del rischio e gli eco schemi. E poi dobbiamo costruire una Pac che renda attrattive le aree rurali e in particolare quelle marginali, soprattutto per i giovani. Gli agricoltori sono i primi custodi del territorio e abbiamo bisogno anche di loro per combattere il dissesto idrogeologico\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h6>Gli agricoltori temono che il peso della sostenibilit\u00e0 ambientale ricada solo o in gran parte sulle loro spalle.<\/h6>\n\n\n\n<p>\u00abGli eco schemi chiedono un impegno ulteriore agli imprenditori agricoli rispetto a quelli della condizionalit\u00e0 di base. Per loro l\u2019adesione non sar\u00e0 obbligatoria ma volontaria. Perci\u00f2 dovranno essere appetibili: la compensazione per i maggiori costi e i minori ricavi deve essere adeguata, questa \u00e8 la sfida. Poi c\u2019\u00e8 il premio flat, un contributo con cui si dichiara al mondo che l\u2019agricoltura soddisfa a dei servizi ecosistemici che vanno premiati\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h6>Anche perch\u00e9 oggi sembra che ad avvantaggiarsi di impegni e sacrifici del settore primario siano l\u2019industria alimentare e la distribuzione.<\/h6>\n\n\n\n<p>\u00abSolo per migliorare la logistica il Pnrr stanzia 1,5 miliardi. Di certo contribuiranno a riequilibrare i rapporti tra produttori e parte commerciale. Saranno riorganizzati i mercati, quindi si cercher\u00e0 di ridurre i cosiddetti costi intermedi. Poi ci sono i 500 milioni sull\u2019agrisolare che possono aiutare la zootecnia e i 500 milioni per il rinnovo del parco macchine. Grazie agli strumenti di agricoltura di precisione le aziende agricole potranno ridurre l\u2019impatto del cilco produttivo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h6>Oltre all\u2019assonanza delle sigle, esiste una sinergia tra Psrn e Pnrr o altre fonti di finanziamento per l\u2019agricoltura collegati al Recovery?<\/h6>\n\n\n\n<p>\u00abAncora una volta devo citare gli investimenti sull\u2019acqua perch\u00e9 sia su Psrn che Pnrr ci sono misure e investimenti per le risorse idriche. Pi\u00f9 in generale, gli investimenti selezionati sul Pnrr soddisfano gli stessi requisiti richiesti per quelli del Psrn, che sono poi quelli indicati dall\u2019Unione europea, soprattutto per quanto riguarda l\u2019aspetto ambientale, secondo il principio del \u201cdo not significant harm\u201d (non danno significativo ndr). Quindi le programmazioni dei fondi ormai sono tutte coerenti e perseguono gli stessi obiettivi. Anche nella stesura del Psn dovremo dare conto all\u2019Ue di come abbiamo intenzione di dare risposte ai bisogni delle aree rurali. La coerenza di tutto il pacchetto di finanziamenti, nazionali e comunitari \u00e8 un requisito imprescindibile\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h3>Conosciamola meglio<\/h3>\n\n\n\n<p>Romana, 58 anni, sposata e madre di quattro figli, Simona Angelini si \u00e8 laureata in Giurisprudenza alla Sapienza nel 1988 con il massimo dei voti, ed \u00e8 entrata al ministero delle Politiche agricole e forestali nel 1990 come funzionario dell\u2019ufficio legislativo. Tra i numerosi incarichi ricoperti fino a oggi, molti hanno a che fare con l\u2019irrigazione. Dal 2008 lavora alla direzione dello Sviluppo rurale e da gennaio 2021 \u00e8 direttrice generale\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Intervista tratta da <a href=\"https:\/\/terraevita.edagricole.it\/\">terraevita.edagricole.it<\/a> <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Grazie al Psr nazionale e ai fondi del Pnrr l\u2019agricoltura italiana non deve temere le sfide sulla sostenibilit\u00e0 lanciate dall\u2019Unione europea Politiche di sviluppo rurale armonizzate per raggiungere obiettivi che coniughino sostenibilit\u00e0 ambientale, sociale ed economica. 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