Sottomisura 10.2: la prima criobanca nazionale del seme di coniglio

Sottomisura 10.2: la prima criobanca nazionale del seme di coniglio

L’iniziativa è volta a valorizzare la biodiversità cunicola nazionale attraverso la raccolta e la conservazione di materiale biologico e germoplasma

La sottomisura 10.2 del Programma di Sviluppo Rurale Nazionale – PSRN 2014-2020 in questi anni ha contribuito alla realizzazione di molti progetti finalizzati alla tutela della biodiversità animale di interesse zootecnico, attraverso la conservazione e la caratterizzazione del patrimonio genetico animale e il mantenimento della variabilità genetica. 

Attraverso il progetto La cunicoltura del futuro: benessere e sostenibilità degli allevamenti cunicoli italiani (CUN-FU) finanziato con la sopracitata sottomisura è stato possibile valorizzare la biodiversità cunicola nazionale, composta da 43 razze di registro anagrafico (tab.1) e 3 di libro genealogico, creando, tra l’altro, la prima criobanca nazionale del seme di coniglio per conservare un patrimonio genetico unico.

Tabella 1. Dati del Registro Anagrafico della specie cunicola

Il piano di miglioramento genetico attuato, attraverso piani di accoppiamenti programmati e l’utilizzo di razze selezionate per la produzione di carne ha prodotto una forte ricaduta benefica sulla quantità di soggetti allevati nonché sulla qualità delle carni. Tale piano, relativamente alla specie cunicola, ha favorito, infatti, l’utilizzo di soggetti con particolari caratteristiche dai quali è stato ottenuto un prodotto finale qualitativamente superiore, un vero “modello alimentare”. 

L’esperienza dell’ANCI e le concrete ricadute su qualità e caratteristiche salutari della carne di coniglio

Grazie all’esperienza dell’ANCI – Associazione Nazionale Coniglicoltori scopriamo alcune concrete ricadute che il PSRN ha avuto e continua ad avere sulla qualità della carne di coniglio e le sue caratteristiche salutari.

Il dott. Michele Schiavitto, Direttore dell’ANCI, ci racconta, dunque, quali sono le qualità della carne di coniglio (la cui produzione è prevalentemente nazionale, autosufficienza di oltre il 90%) che oggi, grazie al PSRN, è principalmente composta da soggetti ad elevato indice genetico.

  1. Essa è fondamentale per l’alimentazione delle persone che soffrono di malattie del sistema cardiovascolare (ipertensione, aterosclerosi, ecc.), del tratto gastrointestinale (ulcera peptica, gastrite, malattie intestinali), fegato e reni. 
  2. È una carne “ipoallergenica” perché contiene molti meno allergeni rispetto a qualsiasi altra carne. 
  3. È utile per le persone che hanno subito cicli di chemioterapia o esposizione alle radiazioni, e per coloro che vivono in aree contaminate, la cui professione è associata a carichi elevati.
  4. Basso contenuto calorico, facile digeribilità rendono la carne di coniglio indispensabile nella dieta di coloro che cercano di ridurre il peso corporeo, poiché la stessa aiuta a normalizzare il metabolismo dei grassi.
  5. Non accumula sostanze nocive, ed è certamente la più sicura per la prima poppata del bambino, ma anche per gli anziani e per le donne in gravidanza. 
  6. Le sue proprietà nutritive, associate all’elevata percentuale di proteine (assorbite dal corpo umano al 90%) e al basso contenuto in colesterolo, la rendono particolarmente idonea per le diete ipocaloriche e per coloro che svolgono attività fisica come gli atleti che la considerano fonte di amminoacidi essenziali.

Inoltre, l’apprezzamento della carne di coniglio nel mondo dello sport è legato anche alla presenza di acidi grassi insaturi che contribuiscono alla normalizzazione del metabolismo dei grassi e all’alto contenuto di vitamina B12 fondamentale per il corretto funzionamento dell’apparato muscolare. 

Non meno rilevante per l’atleta è la ricchezza in oligoelementi come il fosforo, che costituisce parte integrante del motore energetico delle cellule del nostro organismo, il cromo coinvolto nel metabolismo del colesterolo e il controllo della glicemia, e soprattutto il rame che riduce lo stress e l’affaticamento durante l’esercizio fisico e regola il metabolismo energetico. Quasi priva di tessuto connettivo, la carne di coniglio viene favorita rispetto ad altri tipi di carne perché risulta altamente digeribile e pertanto permette di ridurre i tempi di recupero necessari per riprendere l’allenamento durante la fase digestiva. Ricca di ferro e con un elevato livello di biodisponibilità proteica, che la differenzia dagli altri tipi di carne, è fortemente indicata per i giovani atleti in fase di crescita.

Assimilando il mondo dello sport ad un regime alimentare corretto, sano e salutare, la carne di coniglio entra a far parte del “mondo della sostenibilità” promosso dal Green Deal Europeo 2020, orientato verso un cambiamento del regime alimentare della società, per combattere il problema dell’obesità che in Europa colpisce un adulto su quattro e interessa il 46% della popolazione italiana dai 18 anni in su. 

In quest’ottica la carne di coniglio, ipocalorica e salutare, potrebbe rappresentare l’alimento ideale per ripristinare un regime alimentare sano e ridurre l’incidenza di obesità, spesso associata all’insorgenza di patologie gravi come cancro, diabete e patologie cardiovascolari.

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