TUTELARE la biodiversità animale di interesse zootecnico.
Sottomisura 10.2 – Sostegno per la conservazione, l’uso e lo sviluppo sostenibili delle risorse genetiche in agricoltura

La sottomisura 10.2 mira a sostenere l’attività di caratterizzazione delle risorse genetiche animali di interesse zootecnico e salvaguardia della biodiversità.

Si parla di biodiversità delle specie ad interesse zootecnico intesa come caratterizzazione, miglioramento genetico e conservazione delle razze.

La sottomisura è cofinanziata con risorse dell’UE attraverso il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (Feasr) e con risorse nazionali attraverso il Fondo di Rotazione per l’attuazione delle politiche comunitarie.

A chi è destinata

La sottomisura 10.2 è destinata a enti pubblici e privati di qualsiasi natura (incluse università e istituti di ricerca), singoli o associati con altri Enti pubblici e/o privati che dimostrino una documentata capacità operativa e professionale in relazione alla tematica di riferimento.

A fronte dell’avviso pubblico emanato a fine 2016, per essere ammessi alla presentazione della domanda i proponenti dovevano essere in possesso di 4 requisiti fondamentali:

  1. avere nello statuto attività che prevedano il miglioramento genetico (selezione) della razza e/o razze (biodiversità animale ad interesse zootecnico);
  2. ambito operativo riferito a livello nazionale;
  3. sede nel territorio italiano;
  4. idonee capacità tecnico-scientifiche e capacità di gestione amministrativo-contabile.

I 9 comparti zootecnici interessati  sono: Bovini latte, Bovini carne, Bovini duplice attitudine,  Ovi-caprini, Suini, Cunicoli,  Equidi,  Avicoli  e Bufalini.

Obiettivi

Tra gli obiettivi della sottomisura 10.2 troviamo la conservazione e caratterizzazione del patrimonio genetico animale e il mantenimento della variabilità genetica.

Tale obiettivo viene perseguito attraverso una serie di azioni finalizzate alla caratterizzazione, raccolta e utilizzo sostenibile delle risorse genetiche in agricoltura. Lo scopo è quello di conoscerne e valorizzarne l’unicità genetica e le relative potenzialità produttive, in considerazione della loro importanza ai fini scientifici, economici, ecologici, storici e culturali.

Il concetto di conservazione include, oltre a quello della salvaguardia, anche l’uso sostenibile della biodiversità animale ad interesse zootecnico.

Tra le attività oggetto di finanziamento della sottomisura ci sono:

  • la caratterizzazione fenotipica genetica delle razze e delle specie autoctone allevate in Italia;
  • la stima di indici genetici e genomici, di piani di accoppiamento e gestione riproduttiva in relazione alle nuove finalità (benessere animale, emissioni gas ad effetto serra nell’ambiente, miglioramento dell’efficienza riproduttiva e salvaguardia della biodiversità);
  • il miglioramento delle risorse genetiche animali ad interesse zootecnico;
  • l’individuazione di caratteri di resistenza genetica alle principali malattie di interesse zootecnico.

Tali azioni si applicano alle sole razze animali di interesse zootecnico.

Tra le priorità della sottomisura c’è anche quello di preservare, ripristinare e valorizzare gli ecosistemi connessi all’agricoltura e alla silvicoltura.

Vantaggi e benefici

Il vantaggio principale che offre la sottomisura è quello di disporre di nuove informazioni e dati, riferite anche a razze minacciate di estinzione o di erosione genetica, per l’elaborazione, tra l’altro, di indici genetici in tema di benessere animale e riduzione dell’impatto ambientale degli allevamenti.

Altri vantaggi che potranno derivare in tempi medio-lunghi dalla realizzazione delle attività oggetto della sottomisura sono:

  • nuove informazioni e servizi per gli allevatori (es. accoppiamenti programmati in riferimento ai nuovi indici genetici);
  • monitoraggio della diversità genetica tra ed entro le razze autoctone italiane;
  • valutazione e individuazione di caratteri di resistenza genetica degli animali di interesse zootecnico alle malattie;
  • raccolta di materiale biologico e germoplasma anche di razze minacciate di estinzione o di erosione genetica;
  • riduzione dell’impatto ambientale e miglioramento del benessere animale;
  • miglioramento della sostenibilità economica, sociale ed ambientale nel settore zootecnico;
  • incentivo allo svolgimento di attività in aree svantaggiate o marginali tramite la valorizzazione delle razze.

Come si accede

Per accedere alla sottomisura si può presentare domanda di sostegno ai sensi dell’avviso di selezione pubblicato sul GURI e sul sito del Mipaaf.

I progetti possono essere presentati in forma singola o collettiva per uno solo dei comparti indicati.

La prima fase della misura 10.2, la cui conclusione era prevista per il 31 dicembre 2019, ha avuto una proroga della chiusura delle attività che va da febbraio a giugno 2020, a seconda dei comparti.

Alla sottomisura sono stati assegnati complessivamente circa 50 milioni di euro, a titolo di contributo pubblico a valere sui fondi Fears e nazionali, per le operazioni da concludersi entro il 31 dicembre 2019.

Alla fine delle attività progettuali i beneficiari dovranno pubblicare almeno un indice genetico relativo alle nuove finalità del bando (benessere animale, emissioni gas ad effetto serra nell’ambiente, miglioramento dell’efficienza riproduttiva e salvaguardia della biodiversità).

È in fase di  pubblicazione il nuovo bando per le annualità 2020-2023, la cui decorrenza sarà successiva alla conclusione delle attività della prima fase – in quanto le due fasi non possono andare in sovrapposizione – al quale si potrà accedere con le medesime modalità dell’avviso precedente:

https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/10863  .

Gli operatori sono agevolati perché possono avvalersi della collaborazione dei CAA per la presentazione informatizzata delle domande di sostegno e pagamento.

Risultati (parziali, riferiti al primo Avviso Pubblico)

Sono stati ammessi a contributo – nell’ambito del primo avviso pubblico con periodicità 2016-2019, approvato con DM n. 31294 del 21 dicembre 2016, registrato dalla Corte dei Conti il giorno 23 gennaio 2017 al n.39, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana il 24 febbraio 2017 –  8 progetti presentati per i diversi comparti (Avicoli, Equidi, Suini, Cunicoli, Ovi-caprini, Bovini a Duplice attitudine, Bovini da carne e Bovini da latte) per un totale di circa 43 milioni di euro.

I Bufalini rappresentano l’unico comparto per cui non sono stati ammessi progetti nella prima fase di finanziamento.

I principali risultati finora ottenuti riguardano l’elevato numero di razze animali caratterizzati; le razze coinvolte dalla sottomisura 10.2 sono pari al 58% delle razze riconosciute a livello nazionale.
Nel 2018 sono state effettuate 39.177 analisi di caratterizzazione genetica, al fine di individuare linee di sangue da conservare e valorizzare.

Sulla base della caratterizzazione genetica è possibile inoltre:

  1. valutare lo stato della biodiversità in una popolazione, stimare i valori riproduttivi degli animali delle razze per le quali è possibile attuare programmi di miglioramento genetico (indici genomici),
  2. selezionare nuovi caratteri per soddisfare le esigenze di sostenibilità ed economicità dei sistemi produttivi, a beneficio dei consumatori e dell’ambiente.
  3. diagnosticare ed eradicare geni dannosi (es. malattie genetiche).

Alla fine delle attività progettuali i beneficiari dovranno pubblicare almeno un indice genetico relativo alle nuove finalità del bando (benessere animale, emissioni gas a effetto serra nell’ambiente, miglioramento dell’efficienza riproduttiva e salvaguardia della biodiversità).

In riferimento all’avanzamento finanziario della presente sottomisura, sono state fino ad ora liquidati, da parte dell’Organismo pagatore AGEA, circa 11,5 milioni di euro.

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